Il menu settimanale dello studente fuori sede: ideale per la salute e per il portafoglio

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La tradizione solitamente ritiene che lo studente fuori sede mangi poco, e male. Specialmente per le madri più apprensive, la principale preoccupazione quando il proprio figlio va a studiare lontano da casa è infatti quella del mangi e soprattutto del se lo faccia in abbondanza. Abituato, infatti, a tornare a casa dopo le ore di scuola e trovare un buon pranzo pronto e fumante nel piatto in attesa solamente di essere divorato, lo studente fuori sede, invece, non appena trasferitosi e abbandonato le buone usanze casalinghe, si trova costretto ad affrontare anche questa ulteriore incombenza.

Uscito dall’università, magari dopo diverse ore di studio o di lezioni, la sua giornata non è affatto finita: c’è infatti ancora da preparare da mangiare, poiché altrimenti nessuno lo farà per lui.

Vediamo allora come potrebbe essere un menù tipico settimanale dei ragazzi che vivono lontano da casa, tale da poter rassicurare le mamme ed assicurare allo studente la giusta dose di salute senza incidere troppo sul portafogli.

Iniziamo con il dire che, a meno che non stia studiano per diventare chef, solitamente lo studente fuori sede non eccelle particolarmente tra i fornelli e, soprattutto, durante le sue lunghe ed impegnative giornate universitarie non ha nemmeno troppo tempo per mettersi a cucinare piatti molto sofisticati.

Il suo menù ideale, quindi, sarà sicuramente costituito da piatti facili e soprattutto rapidi da preparare, senza tuttavia per questo trascurare la salute o dover spendere troppi soldi.
La soluzione di compromesso infatti esiste, basta scoprirla.

Il cibo più ricorrente sulle tavole degli studenti (ma non solo) in Italia è certamente la pasta. Poco costosa ma molto nutriente, un buon piatto di pasta può essere assunto ben 2/3 volte a settimana ( attenzione però, o a pranzo o a cena) ; meglio variare però il sugo che vi si accompagna, talvolta classico con pomodoro e basilico, talvolta in bianco con pesto o zucchine per esempio.

Ad accompagnare un primo poi, sono sempre più comodi ma anche sempre più di sostanza gli affettati : prosciutto, salame, mortadella, con o senza pane, possono essere frequentemente consumati nell’arco della settimana, purché non se ne abusi.

Assolutamente da non dimenticare, poi, è la carne. Troppo spesso evitata dagli studenti in quanto costosa, la carne invece è il cibo che mette maggior carburante nel corpo umano e quindi, anche a discapito dei costi, è necessario assumerne. Per non spendere troppo, quindi, meglio indirizzarsi su polpette, hamburger o fettine in padella, evitando magari coniglio o caviale, costosi e difficili da cucinare.

E veniamo, infine, alle note dolenti. Si chiama verdura e spesso gli studenti la omettono completamente nel loro menù. Nulla di più sbagliato. Insalata, pomodori o zucchine, infatti, possono essere una valida soluzione, veloce ma nutriente allo stesso tempo. Le soluzioni per mangiar bene e spendere poco, quindi, esistono e sono alla portata di mano anche per gli studenti.

Oltre dunque a cercare camere in affitto a prezzi modici, documentarsi su queste piccole ma utili accortezze può essere importante per gli studenti fuori sede prima di iniziare la loro avventura.

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